Zotti. Anni ottanta

Zotti. Anni ottanta

Zotti. Anni ottanta
Rimini, Castel Sismondo
21 gennaio - 28 marzo 2012

Vernice per la Stampa: mercoledì 18 gennaio 2012 dalle ore 13

Rimini rende omaggio, attraverso una scelta di 30 opere, molte di grande formato, a quello che Marco Goldin da sempre considera il decennio più alto nell’attività di Carmelo Zotti (Trieste, 1933 - Treviso, 2007).
La mostra, curata appunto da Marco Goldin, è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, da Linea d’ombra e dal Gruppo Euromobil dei fratelli Lucchetta, storici partner del critico trevigiano e soprattutto da sempre vicini a Carmelo Zotti, avendone seguito il lavoro con la proposta di esposizioni e volumi a partire appunto dagli anni ottanta.

Di Zotti tra l’altro, per le edizioni Skira, esce in questi giorni, con il supporto fondamentale proprio del Gruppo Euromobil, il secondo e ultimo volume del Catalogo generale, ufficialmente presentato ad Artefiera Bologna 2012, ma la cui prima apparizione avverrà proprio a Rimini in occasione della mostra di Castel Sismondo. Di modo da consentire a tutti i giornalisti presenti di poterlo in anteprima visionare.

Quella di Carmelo Zotti è una ricerca che, sin dall’inizio, affianca pittura e disegno e si contraddistingue per l’importanza del segno e il suo rapporto inscindibile con la luce. Soggetti ricorrenti sono le figure umane, i paesaggi, che dagli anni settanta acquistano una valenza surrealista: la sua pittura si fa sempre più “teatro onirico”, al cui interno le figure animano luoghi immaginari, talvolta densi di suggestioni esotiche. Spazi che, riecheggiando Böcklin, Savinio, de Chirico, o anche Munch, aprono agli orizzonti della realtà interiore. Una liricità che si fa quasi visionaria, ma che pure viene raffigurata con grande intensità, ad esempio nella decisa e netta qualità cromatica, con cui sono delineate le figure e l’elemento naturale.

Goldin, nel lungo saggio che accompagna la mostra, si sofferma poi sulle desinenze veneziane di Zotti, istituendo un interessante parallelo tra la pittura del Cinquecento veneziano, Tintoretto in testa, e il pittore di origine istriana. E per una vera magia che in questo caso può dirsi pienamente riuscita, sarà possibile vedere, a distanza di un piano soltanto all’interno di Castel Sismondo, uno dei quadri più belli di Zotti, il famoso Serale dipinto nel 1985, e la grande e celeberrima, e tutta piena di fascino, Deposizione realizzata proprio da Tintoretto subito dopo la metà del XVI secolo, nel momento in cui riceve l’incarico anche per il ciclo di San Rocco in Laguna. Giungendo eccezionalmente dalla National Scottish Gallery di Edimburgo, e presente come una delle gemme, tra le tante, della mostra Da Vermeer a Kandinsky, l’opera di Tintoretto costituirà anche direttamente quindi una strepitosa anticipazione della tela di Zotti. Cosa che al visitatore certamente non sfuggirà.