Solve et coagula, Santorossi

Solve et coagula, Santorossi

Dopo lunghe promesse e miei imbarazzanti ritardi organizzativi la mostra di Santorossi, prevista in calendario ancora lo scorso anno, viene inaugurata sabato sera 4 maggio 2019.

 

In questa occasione conosceremo un maestro affermato già noto ai media, interessato ai problemi e alle situazioni legate alla comunicazione attraverso immagini, con un linguaggio espressivo inedito e originale che gli ha permesso di partecipare a diverse mostre di livello nazionale e internazionale.

 

La considerazione che serbo nei confronti di questo eclettico artista è risaputa, per cui presentare una sua mostra personale nelle sale espositive comunali è uno dei miei obbiettivi principali. L'ambizione di averlo poi in collezione permanente nella GACMA è un ulteriore desiderio, di arricchimento culturale, che va ad aggiungersi ad un capitale materiale che nobilita la nostra variegata raccolta d'arte.

 

Così in una fresca e soleggiata mattina di inizio primavera mi sono trovato, dopo un preavviso telefonico, nello studio del dottor Claudio Conzon: sociologo e psicoterapista, in arte Santorossi, per organizzare l'evento richiesto. Presentare una personale del maestro trevigiano necessita una attenta riflessione e una profonda indagine del suo trascorso artistico e culturale, sulla sua oramai cinquantennale attività artistica. Dopo una scrupolosa visione dei cicli pittorici di Santorossi mi sono interessato soprattutto del periodo relativo alle ultime ricerche espressive dove emerge una sorprendente energia visiva impostata sulla figura. L'artista sul tema dei volti e delle rivisitazioni sacre, mette in visione un chiaro linguaggio “alto” nella composizione aulica contrapposta ad un nomadismo espressivo dai contenuti frivoli, presi non a caso in un contesto strettamente mercantile dalla comunicazione di massa. 

testo Duilio Del Fabbro