Riccardo Licata. Un viaggio fra pittura e arti applicate

Riccardo Licata. Un viaggio fra pittura e arti applicate

RICCARDO LICATA
UN VIAGGIO FRA PITTURA E ARTI APPLICATE
Galleria d'arte moderna "Carlo Rizzarda"
28 luglio – 29 settembre 2013

Promossa dal Comune di Feltre e dall'Associazione “Palio Città di Feltre”, con la determinante collaborazione scientifica e organizzativa dello Studio d'Arte G.R. di Sacile, la mostra è curata da Giovanni Granzotto e Antonella Alban. Si avvale, oltre che del sostegno del Gruppo Euromobil, anche della collaborazione operativa dell'Associazione Feudo e della Ditta Limana Costruzioni, entrambe di Mel.
Riccardo Licata è il pittore del drappo del Palio di Feltre 2013 e per questo si è sviluppata l'idea di allestire una sua mostra a Feltre, prima mostra dopo quella dedicata a Tancredi. Quest'esposizione riveste anche un particolare significato per il duplice legame culturale e artistico che Riccardo Licata ha con la città: da un lato la sua frequentazione con l’artista feltrino Tancredi, dall’altro il suo impegno pluridecennale nel campo delle arti applicate, che è anche segno distintivo e peculiare della
Galleria d'arte moderna "Carlo Rizzarda".

La mostra
L'esposizione si svilupperà secondo un percorso che, attraverso l’esposizione di 45-50 opere, testimonierà l’evoluzione segnica del linguaggio di Riccardo Licata dai primi anni ’50, quando, muovendo i suoi passi a Venezia, l’artista conosce i più importanti artisti contemporanei e si imbeve della cultura artistica e della luce veneziana.
Licata, fin dall’inizio manifesta una curiosità che spazia a 360°, non limitata soltanto alla pittura, bensì rivolta alle arti applicate e a tutto ciò che possa essere ricollegato all’espressività.
Nell’esposizione, infatti oltre alle opere pittoriche vi saranno alcuni mosaici, vetri e sculture in ferro, per creare un dialogo ideale con le opere presenti nella Galleria Rizzarda, in particolare con la collezione del primo piano, aspetto che rappresenta il segno distintivo della Galleria d'arte moderna.
Le opere pittoriche saranno collocate cronologicamente, a testimoniare uno sviluppo graficosegnico orientato dapprima all’individuazione di un segno-albero e poi via via trasformatosi in un totem simbolico negli anni ’80. Licata instaura un rapporto con la letteratura, la poesia e la musica, mutato perché stimolato da numerosi viaggi compiuti in Europa, Africa e America. Dopo il ’68 la pittura di Licata si trasforma ulteriormente verso una nuova strutturazione del segno e dello spazio,
legandosi maggiormente alla realtà e alla verità degli avvenimenti; il segno diviene una cifra narrativa, il cromatismo diventa più controllato e ogni segno o colore o spazio è strettamente collegato ad un preciso avvenimento o emozione o visione o lettura o ricordo.
La sala del mezzanino sarà dedicata alla raccolta documentale, con testimonianze fotografiche, taccuini di viaggio e scritti che attestano incontri, esperienze, esposizioni della carriera artistica di Licata.
Nella sala espositiva principale saranno collocate una ventina di opere musive, vetri e sculture in ferro di piccolo formato. I mosaici di Licata pur risentendo del bizantinismo respirato a Venezia durante la sua formazione, dopo l'incontro con Severini assumono un proprio codice espressivo. La plasticità del vetro, legata sempre
all'arte lagunare, ingrandisce l’alfabeto dell’artista, dando vita ad inedite trasparenze e cromie, dove la cifra espressiva viene ingrandita ed isolata. Verranno esposte in Galleria Rizzarda, per la prima volta in Italia, due vetrate provenienti da Chartres dopo una mostra dedicata ai vetri della cattedrale gotica.