Parigi. Gli anni meravigliosi Impressionismo contro Salon Rimini, Castel Sismondo

Parigi. Gli anni meravigliosi Impressionismo contro Salon Rimini, Castel Sismondo

Rimini piace davvero molto
+ 30% nelle prenotazioni delle mostre
e il 70% prenota anche San Marino


Comunicato stampa

E' vero che i numeri non sono tutto, ma certo un po' contano. Per questo a Linea d'ombra e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini si respira un clima, se non di euforia, certo di notevole, legittima soddisfazione. Clima che ha contagiato anche i fratelli Gaspare, Antonio, Fiorenzo, Giancarlo Lucchetta che con il loro Gruppo Euromobil hanno deciso di scommettere su questa ulteriore fatica di Marco Goldin.
Il dati che più vengono da tutti favorevolmente valutati sono quelli percentuali. Rispetto allo scorso anno (ricordiamo che a Castel Sismondo venne allestita la mostra "Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L'incanto della pittura. Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston" che chiuse a quota 190.000 visitatori), le prenotazioni per "Parigi. Gli anni meravigliosi. Impressionismo contro Salon" segnano un incremento del 30% e hanno superato quota 22 mila. E già questo sarebbe motivo di soddisfazione. 
Ma ciò che più viene valutato positivamente sono i primi responsi sulla "formula Rimini". 
Come si ricorderà, Linea d'ombra e Fondazione hanno deciso di affiancare alla mostra principale una seconda esposizione, anch'essa allestita a Castel Sismondo, la Rocca Malatestiana di Rimini. Si tratta di una mostra dossier intitolata "Caravaggio e altri pittori del Seicento. Capolavori dal Wadsworth Atheneum di Hartford". Da quello che è il più antico museo americano, Marco Goldin, che di tutta l'operazione è l'ideatore, il regista nonché il curatore, ha voluto far arrivare in Italia una selezione di quattordici dipinti, tutti di grande formato, da affiancare a quel capolavoro assoluto che è "L'estasi di San Francesco" del Caravaggio. Sono opere fondamentali del barocco in Europa: Cigoli, Morazzone, Gentileschi, Strozzi, Saraceni, per l' Italia. Quindi in ambito spagnolo Zurbarán, con una delle sue opere più riconosciute, il San Serapione del 1628, un quadro affascinante che rivela l'intimo collegamento, esistente nell'arte spagnola del XVII secolo, tra scultura e pittura. Il modo in cui è ritratto il santo è infatti estremamente realistico, al punto che si ha quasi l'impressione di poterlo toccare. 
E poi Ribera, con il suo Il senso del gusto, 1614-1616 circa, che rivela un evidente legame con il naturalismo e il chiaroscuro del Caravaggio. Quindi, Le Sueur in Francia e la Scuola fiamminga e olandese con Sweerts, Van Dyck e Hals, il più importante ritrattista di Haarlem nel secondo quarto del XVII secolo, con il Ritratto di Joseph Coymans.
La qualità anche di questa mostra ha convinto il pubblico: il 95% di chi si è già prenotato per ammirare il ciclopico "scontro" tra i grandi interpreti dell'Impressionismo e quelli del Salon, ha scelto di abbinare alla mostra principale anche quella su Caravaggio e il Seicento, un dato che è quasi plebiscitario.
Da notare che tutto questo pubblico ha anche a disposizione, gratuitamente, sempre all'interno dei percorsi di Castel Sismondo, una serie di altre mostre tutt'altro che "minori". A partire da "Gianquinto. Opere rare 1959-2003", che resterà aperta sino all'8 dicembre 2010, seguita da "Nunziante. Dal Caravaggio" (dall'11 dicembre al 30 gennaio 2011) e da "Ciarrocchi. Opere scelte" (dal 5 febbraio al 27 marzo 2011).
Il dato che però era il più atteso riguardava quanto le mostre riminesi avrebbero manifestato la capacità di traino per un'altra operazione testata la prima volta in questa occasione. Il riferimento è alla mostra parallela "Monet, Cézanne, Renoir e altre storie di pittura in Francia" proposta nella Repubblica di San Marino, a Palazzo Sums, nel medesimo arco temporale delle due grandi mostre riminesi, ovvero dal 23 ottobre 2010 al 27 marzo 2011. I dati, ancora una volta, fanno concretamente ben sperare: il 70% di chi ha prenotato Rimini ha scelto di aggiungere anche San Marino, confermando quindi il gradimento di un sistema territoriale di grande interesse. L'obiettivo di questo asse è infatti anche quello di far conoscere ai grandi pubblici delle mostre quel magnifico territorio che dalla città e dal mare sale verso il Titano, con paesaggi dolcissimi, castelli, piccoli borghi tutti da scoprire.
Con le cautele che, anche in presenza di dati oggettivamente davvero entusiasmanti, non debbono mai venire meno, Goldin non nasconde la sua soddisfazione. Sono dati, chiarisce, di prenotazioni che, nella quasi totalità, si riferiscono ai "pubblici organizzati", cioè a gruppi che, naturalmente, hanno bisogno di selezionare in tempo le date da inserire nei loro programmi. Man mano che cresceranno, dovranno essere studiate anche le tendenze dei visitatori singoli che, come di consueto, difficilmente prenotano la loro visita con anticipi tanto ampi. Il test comunque offre la certezza che questa nuova scommessa riminese, se non può considerarsi già vinta, certo sarà vissutasull'onda di un grande entusiasmo.