All you need is light

Milano Aprile 2007

La luce ideale è quella del bosco

Una luce che si muove, che è continuamente cangiante e mutevole. L'alba, il mezzodi, il tramonto, trovano il proprio segno di identità nella mutevolezza. Il progetto desidera mettere al centro della mostra la luce intesa come linguaggio che definisce, disegna e dona significato all'architettura e agli spazi domestici, rovesciando il rapporto tradizionale tra luce e spazio abitato. E' la luce che disegna gli spazi e che determina le fasi della giornata, una luce sempre mutevole, cangiante ma naturale. Un grande cilindro di 4 metri di diametro riproduce le diverse fasi del giorno esprimendo cosi la mutevole intensità di luce, dall'alba al tramonto, ad esse legata. Attorno a questo cilindro si sviluppano le interpretazioni dei tre architetti: un grande spazio articolato dove, attraverso linguaggi diversi e interpretazioni diverse, i progettisti esprimono la percezione che ciascuno di essi ha della luce come elemento vitale. Diversi tra loro ma simili nella qualità e nella riconoscibilità espressiva, i tre architetti sviluppano altrettanti spazi domestici creando un dialogo tra la luce e la propria idea di spazio abitativo. La luce, ma soprattutto il modo di dialogare con essa, insieme alla scelta di oggetti legati alla loro memoria sono l'espressione del proprio modo di intendere la filosofia abitativa: una sorta quindi di autoritratto. Il grande corridoio, che funge da anticamera alle installazioni, è stato pensato per ospitare aspetti, elementi, strutture legate all'architettura ed al costruire: immagini di grande impatto visivo che danno la percezione dell'avvicinamento dalla città verso la propria abitazione, il tutto espresso attraverso l'architettura. La mostra, su iniziativa di Ottagono e BolognaFiere, vuole quindi essere un contributo all'importanza della luce come elemento definizione degli spazi architettonici.