DONADEL. Dipinti. Quartetto di stagioni per voce sola

DONADEL. Dipinti. Quartetto di stagioni per voce sola

Sabato 6 settembre si inaugura alle ore 18.00 la mostra DONADEL. Dipinti. Quartetto di stagioni per voce sola. La sede è il prestigioso Palazzo Sarcinelli a Conegliano (Tv). L'esposzione, a cura di Lorena Gava e ideata da Marco Marinelli rimarrà aperta fino al 28 settembre.

 

Bruno Donadel nasce in Borgo Campestrin a Farra di Soligo (TV) il 16 marzo 1929, da Virgilio e Virginia Dorigo.
I genitori sono mezzadri e Bruno è il quarto di nove figli. Fin da piccolo, Bruno Donadel evidenzia doti spiccate per il disegno che coltiva appassionatamente negli anni della scuola elementare. Sostenuto dalla madre, “sognatrice” e con la passione del canto e della poesia, osteggiato invece dal padre che lo vuole assorbire completamente nel lavoro dei campi, Bruno disegna e dipinge di giorno, nelle brevi pause dell’attività contadina, ma soprattutto la notte, riservandosi poi al mattino la delicata cura di selezionare le prove migliori e dare alle fiamme quelle ritenute infelici.
Negli anni ’50, con la consapevolezza di aver maturato attraverso la pratica e l’esercizio costante una qualche abilità anche grazie agli insegnamenti di disegno e teoria prospettica, presso le Scuole serali di Pieve di Soligo, del Prof. Giovanni Zanzotto, padre del poeta Andrea Zanzotto, trova il coraggio di inviare a Milano, alla Galleria d’Arte diretta da Carlo Cardazzo (l’indirizzo l’aveva ottenuto da un giornale), un “rotolo” contenente 75 disegni raffiguranti donne, contadini, vacche e fiori. Il noto gallerista, colpito dal talento del giovane artista, sceglie tre disegni da destinare al prestigioso Premio Diomira che si aggiudicherà nel 1957. Uno di questi disegni, “l’Autoritratto giovanile” è conservato attualmente nel Museo d’arte contemporanea del Castello Sforzesco di Milano. Forte del successo ottenuto, comincia l’attività espositiva e al suo lavoro si interessano galleristi e critici d’arte.
Negli anni ’60 sempre da solo e senza alcuna scuola, inizia a dipingere con la tecnica ad olio, impiegando alcuni anni prima di sottoporsi al giudizio del pubblico attraverso le mostre. Realizzerà prevalentemente paesaggi, con o senza figure, e nature morte legate al tema dei fiori. Si concretizza il sogno di diventare pittore, con l’orgoglio di continuare ad essere contadino. La pittura gli permette di vivere e di acquistare la terra e la casa che lo avevano visto mezzadro. Mantiene nel tempo il carattere di uomo libero, rinunciando ad ogni forma di protezione e di sodalizio professionale, nella ferma convinzione che non si può fare arte senza libertà e senza l’estro individuale. All’amore per la pittura, accosta il piacere della scrittura: la pubblicazione del libro ”Il pittore contadino” del 1993 (che gli è valso il premio alla XX edizione del Gran Premio Nazionale di Poesia e Narrativa “Città di Pompei nel 1994 e nello stesso anno il premio alla XII edizione del Premio Letterario Nazionale “Cesare Pavese-Mario Gori”), diventato poi “Frammenti di vita” nell’edizione del 1998, conferma il gusto di un linguaggio semplice, immediato, una sorta di scansione autobiografica che procede per illuminazioni dirette e incisive. Bruno Donadel continua a dipingere con la stessa passione e lo stesso entusiasmo degli inizi, accompagnato dall’immancabile musica classica, dal colore e dalla luce della sua terra, confortato dalle mura possenti della grande casa in via Campestrin.