Design talks: Jorrit Tonquist ci racconta la sua installazione

Per il Salone del Mobile 2016, l'artista Jorrit Tonquist ha realizzato un'installazione "site specific" all'interno dello stand del Gruppo Euromobil. Un binomio quello tra arte e design che da sempre contraddistingue le tre aziende del gruppo, Euromobil cucine, Désirée divani, Zalf mobili.

"Per partecipare alla Fiera del Mobile, ho colto l’invito molto volentieri perché mi piace sempre fare un salto da un ambiente all’altro. In questo caso non è una fiera d’arte, ma è un evento frequentato da persone, diciamo, normali. Sono perciò persone che non arrivano con il preconcetto di arte, ma vengono per vedere i mobili e vedono anche i colori che sono attorno.
Per questo è una verifica per me se il mio messaggio viene colto da persone che non vengono con un’attesa specifica.
Se io giro in un prato, il verde è un rumore di fondo che mi interessa fino a un certo punto. Se vedo un fiore, sono attratto. Per me il quadro dovrebbe essere qualcosa che attrae, che fa dimenticare l’ambiente intorno e che mi fa focalizzare su questo. Per questo non mi serve un pubblico specializzato, deve funzionare per chiunque. Se non funziona per chiunque vuol dire che io non ho trovato l’archetipo che è dentro di noi con il messaggio. E’ questo che mi interessa.

Quello che presento nella Fiera del Mobile sono quadri che hanno collezionato i fratelli Lucchetta, in più un intervento che ho fatto con 4 colori che per me erano i colori diagonali. Ortogonali sono quelli che per me sono legati al mio orientamento, davanti e dietro, destra e sinistra. Come anche la bussola ha sempre 4 coordinate che sono legate al mio scheletro. La nostra sensibilità, la nostra conoscenza è legata ai nostri sensi, alla nostra struttura. Il resto va definito come la via di mezzo, come la diagonale. Ho scelto questi colori che, però, con le sovrapposizioni che si creano, secondo i movimenti, si miscelano, quindi dai 4 colori diagonali diventano molti più colori. Come un bosco colorato. Come un fatto di orientamento, come un sistema in atto, come orientamento, nel periodo in cui studiavo architettura e facevo studi sull’orientamento. Non avevo niente da fare come arte. Casualmente un direttore di museo ha visto e mi ha detto che ero un artista, fai una mostra in un museo. Io non so mai se sono veramente artista, faccio quello che a me piace e mi interessa. Mi piace il mondo colorato, tutto quello che è vivo e ha colore."