Tiziano e la pittura del Cinquecento. Capolavori dal Louvre

22 ottobre 2004 - 20 marzo 2005 | Brescia, Museo di Santa Giulia

a cura di Vincent Pomarde e Jean Haber

Direttamente dalla Sala degli Stati - attualmente chiusa per restauri - del Museo del Louvre di Parigi, dove è custodita la “Gioconda” del Leonardo, dieci capolavori della pittura italiana del Cinquecento sono giunte nella sede espositiva del Museo di Santa Giulia a Brescia. La mostra, curata da Vincent Pomarède e Jean Habert, indaga l'arte cinquecentesca veneta attraverso due diversi generi pittorici: il ritratto ed il soggetto religioso. Fa eccezione un'unica opera a soggetto mitologico, la “Giuditta che taglia la testa a Oloferne”, capolavoro di Palma il Giovane. La ritrattistica tocca il suo vertice di modernità nell' “Autoritratto” del Tintoretto, datato al 1588, quando il pittore era già molto anziano. A quest'immagine si contrappone la giovanile baldanza di “Francesco I re di Francia”, ritratto con grande fierezza da Tiziano. Spiccano, inoltre, il “Ritratto di chierico”, eccellente esempio di ritratto psicologico di Giambattista Moroni, e il “Ritratto di donna con un bambino e un cane” del Veronese.Per la pittura di soggetto religioso sono presenti in mostra due magnifici capolavori: “Il Calvario” (1580-1588), dipinto da Paolo Veronese con una capacità di innovazione compositiva unica per il periodo, e la “Madonna col Bambino e Santa Caterina”, detta “La Madonna del coniglio” (1520-1530), di Tiziano giovane, nel quale la splendida vergine ritratta ha le fattezze di Cecilia, la bella moglie del pittore.
Accanto ai grandi autori del Cinquecento veneto, i visitatori possono ammirare le opere di artisti meno noti, che partecipano alla straordinaria compagine culturale del Rinascimento: è il caso di Francesco Bassano il Giovane con “La salita al Calvario”, di Gianfrancesco Caroto con “Il riposo durante la fuga in Egitto”, e di Giovanni Cariani con una “Madonna col Bambino e San Sebastiano”, per citarne solo alcuni.