THE GREAT BEAUTY of Venice

THE GREAT BEAUTY of Venice

New York| GR gallery| 19 novembre 2016 - 5 febbraio 2017

A cura di Giovanni Granzotto

A quasi un anno dall’apertura, dopo aver approfondito attentamente molte derivazioni dell’arte Optical, GR gallery presenta THE GREAT BEAUTY of Venice, una mostra che, attraverso un esplicito riferimento nel titolo alla pellicola italiana, vincitrice del premio Oscar, racconta lo stretto rapporto instaurato durante gli anni con la storia e gli sviluppi artistici della città lagunare, celebrandone appunto l’anima contradditoria che la caratterizza.

L’esposizione si concentra con particolare attenzione sul movimento dello Spazialismo veneziano, corrente sviluppatasi agli inizi degli anni ‘50 che influenzò e impressionò Peggy Guggenheim al punto di esserne diventata la maggiore mecenate. Lucio Fontana fu il teorico del movimento, che esortava a un superamento dell’arte nel dialogo con la scienza, nel dialogo con l’empirismo e la tecnologia. Soprattutto l’arte non va recintata dalla tela: il suo confine è lo spazio. Questi trovò nel Veneto artisti che si muovevano su questo versante e come si usava allora si allargavano le firme ai nuovi arrivati sotto ai manifesti lanciati dal Movimento così, critici vi poterono accedere assieme a grandi artisti che già nel 1945 avevano pubblicato dei testi attorno ad un nuovo concetto di spazio.

I protagonisti di questa mostra, sono appunto, i firmatari di almeno uno dei manifesti dello Spazialismo: Gino Morandis (1915-1994) e Virgilio Guidi (1891 -1984). Gli artisti che con questo Movimento hanno condiviso ispirazioni e pulsioni creative, senza mai però aderirvici formalmente: Ennio Finzi (1930) e Riccardo Licata (1929-2014). Il pittore simbolico-surrealista Carmelo Zotti (1933 – 2007), che ha gravitato intorno agli stessi ambienti veneziani e infine il Maestro veneziano, assoluto protagonista dell’arte informale del dopoguerra europeo, Emilio Vedova (1919 – 2006).