Sarnari. Il nero

22 ottobre 2005 – 20 gennaio 2006 | Brescia, Piccolo Miglio in Castello

a cura di M. Goldin

Una scelta di circa trenta opere per raccontare alcuni dei momenti più densi di emozione nella pittura di Franco Sarnari, l’artista che forse ha più indagato la frattura, l’incompletezza, il frantumarsi dell’io e della realtà, e che pure li ha caparbiamente inseguiti e ricreati in quadri che sono un emozionato, meditato atto d’amore. Verso quella perdita, verso quella mancanza, e, al contempo, verso l’inesauribile spinta vitale che non si stanca di raccontarla. Frammenti, cancellazioni, paesaggi, studi: un susseguirsi di cicli pittorici che pur nella loro autonomia e differenziazione testimoniano tutti il lavorio del pittore sullo spazio e sul tempo. Uno spazio e un tempo, di fatto, alterati, sprofondati in un punto di magico incontro tra contingente e assoluto, che suggerisce un’unità più profonda, quasi misteriosa, come testimoniano splendidamente i quadri presenti a questa mostra. Una spazialità straniante, nella quale campeggia un mare nero che ha inabissato per sempre ogni possibile connotazione realistica e che, ergendosi dinanzi allo sguardo come una montagna scura, sembra suggellare nel suo profilo quasi geografico un denso magma di risonanze emotive interiori. Un mare nero. Un nero come assoluto. E le parole di Sarnari: “Cerco l’assoluto che abbia radici.”