Impressionismo espressionismo cubismo e il paesaggio del nuovo secolo in Europa

11 settembre 1999 - 09 gennaio 2000 | Treviso, Casa dei Carraresi

a cura di M. Goldin

132 capolavori provenienti dai più importanti musei del mondo hanno ricomposto lo straordinario panorama di un periodo cruciale della pittura moderna, il quarantennio a cavallo tra Ottocento e Novecento in cui nascono e si differenziano, non senza influenzarsi reciprocamente, l'impressionismo, l'espressionismo, il simbolismo e il cubismo. La pittura di paesaggio, esplorata nella sua evoluzione e nella ricchezza delle sue valenze formali ed ideologiche, è stata il filo conduttore della ricostruzione critica. La mostra, allestita nel prestigioso spazio di Casa dei Carraresi a Treviso dall' 11 settembre 1999 al 9 gennaio 2000, ha ricevuto un ottimo riscontro da parte della critica più accreditata e uno straordinario successo di pubblico. Visitata da 195.000 persone, con una media giornaliera di 1880 ingressi, è stata la terza esposizione più frequentata in Italia nel 1999, superando addirittura la Biennale di Venezia, durata un mese in più. Il percorso della mostra, curata da Marco Goldin con la collaborazione di un prestigioso comitato scientifico internazionale, era organizzato in quattro parti, due centrate su chiavi di lettura formali, altre due sui contenuti simbolici più significativi della pittura di paesaggio.
La prima sezione, significativamente intitolata 'Il colore libero", ha accostato le vibrazioni timbriche di opere come Charing Cross Bridge, il Tamigi e Salice piangente, Giverny di Monet all'intenso luminismo cromatico di I maiali neri di Pani Gauguin, e il cromatismo pre-espressionistico del Giardino con girasoli di Van Gogh al fauvismo divisionistico di "lporto d'AbailI" di Matisse. a montagna Sainte- Victoire di Cezanne, opera fondamentale nella storia dell'arte moderna, momento di passaggio dalla visione impressionistica e soggettiva alla ricerca centrata sull'oggettività, ha dominato la parte intitolata "Il segno e la struttura". La ricerca protocubista di derivazione cesanniana era documentata da due tecniche miste di Picasso intitolate Nudo in un paesaggio, mentre Primavera di Schiele era uno straordinario esempio di assoluto controllo del segno.
La sezione "Il paradiso delle origini" ha ricostruito la ricerca di una natura vergine e incontaminata, che potesse proporsi come alternativa radicale all'incalzare della tecnica e dell'urbanesimo, documentato da opere di Luce, Previati e Caillebotte. Per alcuni, come Gauguin, questo ha significato viaggi in terre lontane, per altri, come Am Ende, Modershon e Modershon-Becker, la creazione di comunità mistico-filosofiche, per altri ancora la capacità di accostarsi a scene di primordiale bellezza, interpretandole alla luce di una pacata serenità, come il Mondrian di L'albero isolato sul fiume Gein, o di una forte carica espressiva, come il Permeke di Paesaggi del Devonshire.
La ridefinizione onirica dello spazio pittorico era al centro della sezione "Il paesaggio del sogno", che documentava la sensibilità dello spiritualismo simbolista con opere di Hodler, Khnopff, van de Woestyne e Spilliaert, ma che aveva il suo nucleo d'attrazione nella potente suggestione di Giardino e collina e 11 grande pioppo lI di Klimt, oltre che nell'evanescenza di Il Parlamento, cielo tempestoso, di Monet.