Gauguin – Van Gogh. L'avventura del colore nuovo

21 ottobre 2005 – 19 marzo 2006 | Brescia, Museo di Santa Giulia

a cura di M. Goldin

Non facile trovare, in Italia, nella storia espositiva degli ultimi decenni, una mostra che abbia in sé, come questa, i segni di una grandezza così spiccata sia per i due nomi che la illustrano sia per le opere che vi saranno convocate. Gauguin e Van Gogh, certo assieme a Cézanne e Monet, i padri di tanta pittura del XX secolo. Pittori che saranno raccontati a Brescia, con tanti dei loro capolavori, in due vere e proprie mostre monografiche, però parallele, per illustrare l’evoluzione dei rispettivi percorsi e i punti di tangenza che sono diventati contatto diretto nei due mesi di Arles alla fine del 1888. Evidente come grande importanza verrà data, per Gauguin, al suo tempo tahitiano, così come, per Van Gogh, grande rilievo avrà il tempo trascorso ad Arles e Saint-Rémy, dove si cementa definitivamente la sua strabiliante adesione a un colore nuovo. La mostra si compone di circa 100 dipinti e segna il secondo capitolo proprio di una grande storia del colore che le esposizioni a Brescia vogliono tracciare, scegliendo quel torno di tempo che intercorre tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Gauguin e Van Gogh rappresentano, con palese evidenza, un riferimento fondamentale nella percezione e nella esaltazione del colore, tanto che le loro sofferte ricerche sono state a lungo utilizzate da molta pittura del XX secolo. Ma la mostra non intende concentrarsi solo sui due mesi di convivenza sofferta di Gauguin e Van Gogh ad Arles, quanto piuttosto ricostruire l’intera vicenda, biografica e pittorica, dei due artisti, indicando il senso del loro procedere dalle prime prove fino alle ultime. Credendo opportuno far conoscere al pubblico italiano, che assai di rado ha potuto farlo, lo sviluppo completo della loro opera, sia attraverso il confronto sia nella distanza che ha separato queste due vite. Quindi, comunque, pari dignità avranno le pitture olandesi di Van Gogh rispetto a quelle di Arles, di Saint-Rémy e Auvers, proprio per verificare, passo dopo passo, l’intensità del colore che si modifica. E nello stesso modo Gauguin, che sarà evidentemente raccontato attraverso il suo celebre periodo trascorso al di là dell’oceano, ma anche vivrà nelle atmosfere parigine, in quelle bretoni, in quelle provenzali. Tutto nella mostra dovrà concorrere a tracciare il senso di una lunga storia che in così larga misura ha modificato il corso della pittura contemporanea.