EMILIO VEDOVA e HANS HARTUNG sulle tracce dell’informale in Europa

16 ottobre 2011 - 08 gennaio 2012 | Sacile / Studio d'Arte GR

a cura di G. Granzotto

Protagonisti assoluti dell’arte post-bellica internazionale, Hartung (1904-1989) e Vedova (1919-2006), colpiscono il mondo dell’arte fin dal termine degli anni ’40 per la loro pittura violenta e tormentata. Già nel 1948 sono entrambi acclamati per i lavori esposti alla Biennale di Venezia, partecipazione che si ripete nel ’52 e nel ’54, fino al riconoscimento che arriva nel 1960 con la vittoria del Gran Premio per la Pittura. Durante gli anni ’60 il loro stile, chiaramente distinguibile, diventa sinonimo di due diverse accezioni dell’Informale; durante i decenni successivi i due maestri continuano la loro produzione su linee sempre nuove ricordando sempre però il sostrato culturale e storico da cui sono partiti. Ad oggi la loro produzione è stata di importanti retrospettive nei maggiori musei del mondo.

Lo Studio d’Arte G.R. rende omaggio a Hartung e Vedova presentando una mostra antologica che raccoglie saggi artistici esemplari prodotti dal dopoguerra fino agli anni ‘90. L’esposizione presenta nel complesso circa trentacinque opere che attraversano le varie tappe creative dei due artisti, con sullo sfondo alcune fondamentali testimonianze dell’Informale in Europa rappresentato da lavori di Karel Appel, Asger Jorn, Corneille, Georges Mathieu, Gerard Schnider, Paul Jenkins e Antoni Tapies. La mostra segue un percorso espositivo suddiviso per autore disposto cronologicamente, allestimento che pone in particolare risalto la grandezza e la capacità di reinventarsi di continuo da parte dei due autori partendo dal panorama dell’arte Informale.

Un elegante catalogo a colori riunisce le illustrazioni di tutte le opere messe in mostra con l’integrazione di ulteriori opere che non trovano posto nello spazio espositivo. Il medesimo sarà corredato un saggio critico a cura di Giovanni Granzotto e da riflessioni e testimonianze ad opera di Mauro Corona, Leonardo Conti e Alberto Pasini.