Da Van Gogh a Bacon. Roberto tassi e i pittori ottocento e novecento in italia

6 settembre - 8 dicembre 1998 | Treviso, Casa dei Carraresi

a cura di M. Goldin

La Casa dei Carraresi, a Treviso, ospita la sezione della mostra dedicata alla pittura europea, con 100 opere esposte. Un nuovo allestimento, studiato per questa importante circostanza, accoglie il visitatore, che sarà condotto attraverso un itinerario cronologico e didattico nelle varie sale, fino a quelle adiacenti della Casa dei Brittoni, dove la mostra trova il suo punto finale. In ambito europeo, l'attenzione di Tassi si è volta principalmente all'arte francese, con un interesse piuttosto debole, invece, per l'Espressionismo e in genere per tutta la pittura di area tedesca. Mentre gli appartengono alcune predilezioni per l'arte dell'Ottocento in Inghilterra, un amore deciso per l'Informale e per talune, grandi figure di isolati soprattutto nel secondo Novecento.
A questo schema è dunque fedele la mostra nella sua sezione di Treviso, con un inizio riservato all'opera di Turner, in Inghilterra, prima di toccare il suo cuore più vero, la pittura dell'Ottocento in Francia, per Tassi il riferimento principale e il più desiderato. Dapprima Delacroix, Géricault, poi Millet, Théodore Rousseau, quindi Corot e una sezione con quattro dipinti di Courbet, autore tra i prediletti. La forza della realtà che si manifesta nelle sue opere, apre la strada al punto cruciale, l'Impressionismo, il momento da Tassi più amato e al quale ha dedicato il maggior numero di scritti. Quindi Manet, Bazille, Boudin, Caillebotte, Degas, Pissarro, Renoir, Sisley, poi Gauguin, Van Gogh, Cézanne, Rousseau il Doganiere. Ma al centro di tutto, il pittore che ha toccato in modo indelebile i pensieri del critico: Claude Monet, a Treviso rappresentato da otto dipinti che ne individuano per intero le caratteristiche di stile e di poesia, nella sua lunghissima operosità. L'idea del tempo e dello spazio, che nelle sue "serie" Monet ha manifestato, indubbiamente ha avvinto in modo forte Roberto Tassi, suscitandogli pagine tra le più incantate, soprattutto raccolte nel saggio, bellissimo e conclusivo, L'atelier di Monet. Subito dopo, già comunque annunciato dalle opere proprio di Monet e Cézanne, è lo scavalcamento del secolo, con le immagini date da alcuni tra i pittori che hanno saputo tracciare il percorso dell'arte dentro il Novecento: Picasso, Braque, Klee, Kandinsky, Matisse, Modigliani, Derain. Di ognuno di loro la mostra presenta opere scelte, a cominciare da un capolavoro di Modigliani del Musée Picasso di Parigi.Ma è poi con un crescendo continuo di figure solitarie, grandissime, che si manifesta l'attenzione più vera di Tassi per il nuovo secolo. Pittori che difficilmente si possono considerare appartenenti a una scuola, a un gruppo, ma che, ugualmente, fanno da soli la struttura più vera di questi decenni in Europa. A cominciare da Edvard Munch, per proseguire con Bonnard, Nolde, Permeke, Vallotton, Soutine, l'Informale, molto amato, di Fautrier, de Staël, Wols, Tapies; e ancora Giacometti, Balthus, Varlin, Sutherland, Bacon. Esperienze talvolta linguisticamente distanti tra loro, ma che hanno in comune l'aderenza vera alle cose, l'emozione per il tempo che trascorre, la conquista dello spazio non solo come un fatto fisico e naturalistico ma come espressione dello spirito. E' in questo modo che si salda, nell'intuizione e nella parola di Tassi, il desiderio del figurare e dell'astrarre.