Da Romanino e Moretto a Ceruti. Tesori ritrovati nella Pinacoteca Martinengo

22 ottobre 2005 - 19 marzo 2006 | Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo

a cura di Elena Lucchesi Ragni e Renata Stradiotti

Scoprire e ritrovare grazie ad un percorso conoscitivo altri “tesori nascosti” e quindi accrescere il valore culturale, artistico e patrimoniale della collezione dei dipinti della Pinacoteca ed infine farne partecipe il pubblico è lo scopo di questa mostra. Studiare, analizzare e talvolta restaurare le opere che costituiscono questo patrimonio ha portato a valorizzare sia opere ben conosciute sia a scoprirne altre meno note, che si aggiungono come “nuovi capolavori” a quelli già presentati nella mostra Da Raffaello a Ceruti. Le scoperte riguardano artisti come Moretto (Brescia, 1498 circa- 1554) al quale è attribuito il Cristo portacroce, un grande affresco degli anni giovanili, opera di straordinario impatto visivo che trova strette corrispondenze con le opere più conosciute dell’artista bresciano e come Giovanni Battista Moroni (Albino, Bergamo 1520 circa – Bergamo 1579) con due preziose tavolette con i Santi Faustino e Giovita di nuova attribuzione e riferite alla sua attività giovanile, prima conservate nei depositi. Anche le quattro fastose Figure allegoriche date per la prima volta alla mano di Francesco Paglia saranno delle vere e proprie scoperte per il pubblico, ora che sono interpretate anche nella loro complessa iconografia. L’individuazione di una antica e nobile provenienza o il riconoscimento dei complessi significati delle raffigurazioni restituiranno nuovo valore ad alcune opere già riconosciute come capolavori: è il caso delle quattro grandi tele di Rosa da Tivoli (Francoforte sul Meno, 1665 circa – Roma, 1706) e dei dipinti a pendant di Luca Giordano (Napoli, 1634 – 1705). In un’apposita sezione di studio verranno presentati alcuni dipinti restaurati. Dal restauro del polittico di San Nicola da Tolentino, firmato nello scomparto centrale da Vincenzo Civerchio e datato 1495, è emersa la sicura collaborazione di Francesco Napolitano, un leonardesco attivo a Milano e ha reso evidente anche la mano di un altro artista ancora da individuare; l’intervento di pulitura nel Cristo portacroce del Romanino (Brescia, 1484/87 – 1560) sottolinea le valenze precaravaggesche della sua pittura. L’attuale esposizione della pinacoteca, che in un rinnovato percorso offre adeguato spazio e risalto ai dipinti selezionati e commentati nel catalogo, si completa con la visita ad alcuni ambienti dove sono raccolte le opere più note delle collezioni civiche che non possono rimanere nascoste nei depositi. Viene inoltre presentato un gruppo di opere provenienti dal legato che il pittore Gregorio Sciltian ha lasciato al Vittoriale: una grande scena di Mercato di Giacomo Francesco Cipper detto Todeschini (Feldkirch, Austria 1664 circa – Milano 1736) e due dipinti di Giacomo Ceruti (Milano, 1698 – 1767) con Le due sorelle e I bari, questi ultimi si aggiungono alle altre opere già presenti nella Pinacoteca di Brescia, a conferma che il museo è uno dei pochi in grado di proporre un cospicuo numero di opere di un autore considerato tra i maggiori esponenti della “grande” pittura del primo Settecento europeo.