Arte Scienza Progetto Colore. Campesan/Ormenese

13 novembre 2010 - 13 febbraio 2011 | Treviso - Museo di Santa Caterina

a cura di G. Granzotto, E, Dezuanni, E. Pouchard

La mostra è il terzo evento del ciclo biennale sul tema unico dell’Arte programmata e cinetica in ambito veneto, previsto dal programma a lunga scadenza di esposizioni d’arte contemporanea del Museo di Santa Caterina a Treviso e avviato nel novembre del 2006 con la serie biennali di esposizioni intitolate Spazialismi a confronto, dedicate al Movimento Spaziale a Venezia. I due artisti presenti, Sara Campesan e Ben Ormenese, hanno impostato inizialmente le loro ricerche in pittura sulle possibili innovazioni in fatto di colore e materia del dipinto — su piani differenti, ma altrettanto originali — orientandole però, nei primi anni Sessanta, verso indagini sulle vocazioni espressive di materie radicalmente diverse e per entrambi di impiego non tradizionale nella produzione artistica: per Sara Campesan principalmente il metacrilato (in lastre e in fogli di perspex), trasparente o colorato a mano; per Ben Ormenese il legno, la carta, ma anche, come accessorio strutturale, il perspex e il ferro. A ciò si è aggiunta per loro la prassi comune di progettare e realizzare gruppi di opere tipologicamente omologhe, dotate di due qualità tipiche dell’arte programmata, e più specificamente cinetica, come la mutevolezza percettiva e la capacità di stimolare reazioni psicologico-comportamentali da parte del fruitore. Alla pianificazione e alla realizzazione di questa seconda serie di esposizioni, curata — come tutte le precedenti — da Elsa Dezuanni, storica dell’arte, e da Giovanni Granzotto, critico d’arte, collabora lo Studio d’Arte GR di Sacile (Pordenone), con il coordinamento del critico d’arte Ennio Pouchard e l’indispensabile sponsorizzazione da parte del Gruppo Euromobil, delle Assicurazioni Generali/Agenzia Generale di Treviso, dell’Editore GMV Libri. Le opere esposte — una settantina — partono dal 1961 per Sara Campesan e dal 1967 per Ben Ormenese, distribuendosi in due distinte panoramiche, nelle quali trovano pure evidenza periodi di totali interruzioni, in seguito a radicali mutamenti tipologici delle scelte operative, o a fatti cui fanno riferimento le biografie.