Il Dagherrotipo Francese. Un oggetto fotografico

13 maggio – 17 agosto 2003 | Parigi, Musée d’Orsay

La mostra è organizzata dalla Réunion des Musées Nationaux, dal Museo d’Orsay, in collaborazione con il Metropolitan Museum of Art di New York, e beneficia del prestito eccezionale della Biblioteca Nazionale di Francia. La sua realizzazione è resa possibile grazie al sostegno dell’italiano Gruppo Euromobil dei fratelli Lucchetta. Il 7 gennaio 1839, il fisico François Arago, nel corso di una lezione all’Académie des Sciences di Parigi, presenta un nuovo procedimento, messo a punto dall’inventore francese Jacques Daguerre (1787-1851), che permetteva di riprodurre con un processo meccanico e chimico, senza dunque interventi manuali, le immagini che si formano nella camera oscura. È così che il dagherrotipo segna la nascita ufficiale della fotografia.  La mostra riunisce, seguendo un approccio tematico, all’incirca 300 lavori, la gran parte mai esposti al pubblico. Per la prima volta sono infatti esposti alcuni degli “incunaboli” del dagherrotipo: nature morte e vedute di Parigi, opere di Daguerre e di altri pionieri degli anni 1839-1840, testimonianze, rare e preziose, di questo tempo immobile. Seguiranno le vedute di Francia, documenti ricchi di poesia sulla Parigi prima dei grandi lavori del barone Haussmann, vedute delle città di Lione e Nantes prima del 1845, le prime fotografie scattate sulle Alpi e durante viaggi all’estero, opere di dagherrotipisti francesi, molto spesso degli appassionati cultori, che hanno portato al loro ritorno vedute, ritratti e paesaggi dell’Egitto, dell’Estremo Oriente, della Grecia, della Siberia, della Martinica e persino della Nuova Caledonia.